Il PAPinsesto di Rai Uno

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Mai successo: stamattina ho fatto un’ora e mezza di cyclette.
Il fatto è che in palestra c’è un televisore muto, messo là forse per mostrare a quelli che ci vanno che fuori ci sono cose meno affascinanti dei vogatori e dei tapis roulants. Infatti, c’era il papa.
Da quello che sono riuscito a capire (mancava l’audio, l’ho detto) si trattava dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’università cattolica (esente ici), avvenimento per il quale – si sa – era in trepida attesa tutta la nazione.
E così il Benedetto se ne stava in trono (sempre quello, se lo porta appresso?) ad ascoltare dei tizi, poi ha parlato lui (audio o non audio, fa lo stesso) e ogni tanto si vedevano due – un telecronista e un opinionista, suppongo – che credo seguissero la faccenda; come la cempions, per dire. Volevo proprio vedere come andava a finire, ma se passavo agli altri attrezzi la visuale ci rimetteva. Così son restato eroico fino alla fine e ora mi sento come se avessi fatto il Pordoi. Fa niente.
Insomma, un andirivieni al microfono di tizi e di cai, col papa beato sul seggiolone e alla fine una sfilata con baciamano che sarà durata venti minuti: cardinali ben pasciuti, individui sepolti da chili di finto ermellino, vippame vario, almeno credo visto come vestivano. Donne, naturalmente, una ogni morte di papa.
Non chiedetemi i nomi, non frequento l’ambiente; due però li ho riconosciuti: Letta sempre lucido e azzimato, e il senatore Colombo che pensavo fosse ancora in comunità. Complimenti.
Gli studenti fuori al freddo, così imparano. Non la faccio lunga: verso le dodici e un quarto finalmente s’è alzato e ha salutato un bel po’ di cardinaloni, poi è uscito circondato da un tot di guardaspalle, come John Gotti, e si è infilato in macchina. Non posso giurarci mancando l’audio, ma scommetto che sfumando hanno mandato Lara’s theme o qualcosa del genere.
Ma non è finita… Per un altro bel po’ hanno mandato un documentario in bianco e nero sulla costruzione dell’università e altre cerimonie, riesumando telegiornali d’epoca. Beh, sapete chi c’era? Il senatore Colombo, naturalmente più giovane e più in tiro di adesso.
E ora prepariamoci all’inaugurazione della sala giochi della parrocchia dei santissimi evasori.
A reti unificate.