Benedetto, perché non hai taciuto?

auschwitz.gifQuesto papa ad Auschwitz fa venire in mente un travet che di fronte a qualcosa che non va se la prende col capo. E infatti gli chiede come mai non abbia parlato di fronte a quell’immane tragedia. In verità, nella nostra infinita piccolezza e poco sorretti da una fede non proprio intrepida, ce lo siamo chiesti anche noi più di una volta e dal papa ci saremmo aspettati risposte e non domande. Ma tant’è.
E poi si premura di discolpare i tedeschi di allora dalle loro responsabilità: quel popolo fu "usato ed abusato come strumento" di "distruzione e di dominio" in nome "di prospettive di grandezza, di recupero dell’onore della nazione e della sua rilevanza". Il solito "nessuno sapeva", nemmeno quelli che si videro "assegnare" i beni e le attività degli ebrei deportati; nessuno che si fosse chiesto dove mai fosse finito il collega, il vicino, il compagno di studi, l’artigiano sotto casa, il sarto, il professore. Sei milioni di facce e di storie sparite senza che nessuno se ne accorgesse. Come no…
E poi, giacché c’era, non s’è lasciata sfuggire l’occasione di chiedere perdono ai polacchi, ai russi, ai rom e a quei tedeschi che finirono ad Auschwitz perchè si opposero a Hitler.
Dimenticati gli omosessuali, che pure furono trucidati a migliaia.
"Kosì un’altra folta himparano".