Archive for settembre, 2006

La destra in piazza: tutti giù per terra

giovedì, settembre 28th, 2006

girotonfo.gifE così anche la destra ha voluto provare l’ebbrezza dei girotondi.
Promotore Alemanno, nutriti manipoli erano attesi davanti alla sede del ministero dell’economia per darsi la mano e lanciarsi nel turbinio vorticoso della protesta cinetica, ciuffi e permanenti al vento e le gole urlanti slogan creativi contro il governo: “Visco tu ci uccidi con il fisco” o, un tantino più minaccioso, “Visco, Bersani, per voi non c’è domani”.
Però detto da ben duecento persone fa un certo effetto…
An, Lega e Forza Italia erano gli sponsor della performance, ma su tutti si distinguevano per dedizione e attivismo quelli di alleanza nazionale. Bontempo, in particolare, ha rivendicato la primogenitura dei girotondi ricordando quando circondavano i protagonisti di tangentopoli indossando una maglietta con la scritta: “arrendetevi, siete circondati”.
Li ha presi, infatti, e adesso li tiene affettuosamente per mano e insieme girano in tondo.
Pensa te…

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Smentito chi tifava per il tifo: Bin Laden è vivo

mercoledì, settembre 27th, 2006

xbladen.gif

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Eutanasia? Sì, del dibattito

lunedì, settembre 25th, 2006

test_biol.gifA seguito dell’appello di Piergiorgio Welby, Napolitano ha invitato il parlamento a riflettere e discutere.
Ma non va.
Per Marini, “la parola eutanasia non c’è, non ha spazio“; per Vietti, dell’Udc, bisogna mettere “limiti all’accanimento terapeutico, ma nessuna legalizzazione per l’eutanasia“. Quando avrà tempo, il Vietti, forse ci spiegherà come stanno insieme le due cose: limitare l’accanimento terapeutico e come chiama la morte conseguente alla cessazione delle cure.
Per Alemanno, l’invito è irricevibile e basta. Che diamine…
Non poteva mancare Calderoli, il portatore insano di porcate, quello che proponeva di accogliere gli immigrati a cannonate: “l’eutanasia non è e non potrà mai essere un diritto civile, in quanto il privare un essere umano della propria vita è sempre una forma di violenza“. Coerente, come a solito.
Rutelli, poi, dà il massimo di sé anche in questa occasione, affermando che l’eutanasia “non è materia di dibattito parlamentare”. E lo spiega: “Una discussione che riguarda il triangolo persona coinvolta, familiari e medici, i quali conoscono le casistiche e le problematiche e sono in grado di sapere se in alcune circostanze è bene accorciare l’esperienza di una vita perché priva di speranza e piena di sofferenza oppure se la speranza è ancora aperta“.
Detto terra terra: vedetevela voi, fate come vi pare e non fatemi sapere niente.
Proprio come avveniva per l’aborto prima della legge. Ecco.

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Schede, schedine e schedature: è l’Italia che va

sabato, settembre 23rd, 2006

interc_p2.gifSi chiamano schedature. Nei regimi dittatoriali sono di uso comune, e servono per mantenere il potere. Nelle democrazie vengono usate come strumento di pressione e di ricatti, per condizionare a volte la politica, più spesso l’economia, e servono per manipolare gli affari. Di schedature è piena la storia italiana. Prima ci furono quelle dell’Ovra e del Sim. Cadde il fascismo ma non caddero gli uomini, trasferiti di peso nelle strutture repubblicane. I loro allievi non sono da meno. Con il cambiare delle generazioni i vizi non si abbandonano, al massimo si modificano. Arrivarono le schedature del Sifar. Montagne di dossier. Distrutti dopo lo scandalo, si dice. Distrutti? Mah! Corre voce che le perle trovate in questa cloaca siano conservate in un ufficio documentazione con accesso estremamente riservato. Ma naturalmente è solo una voce. Nel maggio del 1994, in un armadio sigillato e con le porte rivolte alla parete, in una stanza della Procura generale militare, venne trovata la documentazione di eccidi nazisti compiuti tra il 1943 e il 1945. Nascosta per ragion di Stato, ma non distrutta. Dopo quelle del Sifar, arrivarono le schedature della Gladio. Qualche magistrato ci ha ficcato il naso, ma parzialmente. Sono ancora da qualche parte. Ci sono schedature maggiori e minori. Quelle della Rosa dei Venti, che preparava il Golpe Bianco. Quelle della P2, nascoste chissà dove. Ma erano, comunque, tutte azioni nate all’interno di organismi militari, o cha da organismi militari dipendevano. Quando si seppe delle schedature Fiat qualche sospetto che il passo era cambiato doveva nascere, ma rimase solo l’indignazione. I sospetti, chissà come, furono soffocati.
Adesso siamo alle schedature Telecom. Centomila dossier, più o meno. Che però costituiscono solo una parte del lavoro svolto in questi ultimi anni.
……..

da aprileonline

[tags] P2, intercettazioni[/tags]

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TT&T: Telecom, Tronchetti e Tavaroli

giovedì, settembre 21st, 2006

interc_telecom.gifAltri tempi quando uno slogan ad effetto sussurrava: “il telefono, la tua voce…”.
Più tardi, viste le bollette in espansione e i funzionamenti a singhiozzo, si tramutò ne “il telefono, la tua croce”.
Oggi è diventato un orecchio, visto tutto quanto sta venendo fuori, e anche di quelli spropositati; insomma, un echelon fatto in casa.
Un certo Tavaroli, responsabile della sicurezza Telecom e di quella di Tronchetti, servendosi di una rete composta da dipendenti pubblici e privati, agenti delle varie forze dell’ordine (forze?… vabbé), ha diretto e realizzato la schedatura di centinaia di migliaia di cittadini.
Tra questi dovrei esserci anch’io e molti di voi, visto che la schedatura riguardava anche gli ex clienti Telecom transfughi verso altri fili e cornette.
Scherzi a parte, un’operazione colossale, senza precedenti, con tanto di livelli, tariffe (individuati fondi all’estero per 20 milioni di euro, per ora) e – innanzitutto – questo Tavaroli tenuto a riferire al solo Tronchetti.
Quello che s’immagina è inquietante.
Altrettanto inquietante è sapere già da adesso che tutto verrà insabbiato, come al solito.

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Il Papa incompreso e la fatwa di Ruini

martedì, settembre 19th, 2006

infallibile.gifMalgrado qualche tentativo da ambedue le parti per ridimensionare, non cala la tensione tra Vaticano e islamici vari per le affermazioni di Ratzinger in Germania (obiettivamente, ’sto papa ogni volta che va in giro sbrocca come niente: vedi Auschwitz…).
Adesso si giunge a minacciare Roma, che così rischia di passare dalle coccole al pupone alle paure per il papone.
E come sempre accade in simili circostanze, c’è chi si mette di mezzo magari con le migliori intenzioni ma ottenendo risultati disastrosi.
E’ il turno del redivivo Ruini che tuona affermando che il papa non è stato capito e che è stato frainteso intenzionalmente; insomma, tutto l’armamentario di Berlusconi.
E visto che c’era, non ha mancato di sparare anatemi contro i pacs e le unioni di fatto.
Probabilmente, un gesto di apertura verso i fondamentalisti islamici, che sulle questioni hanno vedute assolutamente identiche.

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Guido Rossi, il pallone e i telefoni

domenica, settembre 17th, 2006

rossi_confl.gif“La carica della presidenza Telecom è compatibile con il ruolo di commissario straordinario della Federazione italiana gioco calcio. E’ l’opinione espressa da Guido Rossi in una telefonata con il presidente del Comitato olimpico nazionale, Gianni Petrucci e poi al ministro dello Sport Giovanna Melandri.
Rossi ha spiegato che la novità è stata improvvisa, chiarendo che la mancata comunicazione di ieri era dettata solo dalla rapidità degli eventi, senza alcuna intenzione di una scortesia nei confronti dei vertici dello sport.”
rainews24

Sembra convincente…
Solo che Telecom è sponsor del campionato di calcio e La7 concorre ai diritti televisivi per la trasmissione delle partite.
Come la mettiamo?

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Tribunale di Milano: non chiudete quella porta

mercoledì, settembre 13th, 2006

trib_milano.gifE così vien fuori che nel Palazzo di Giustizia di Milano c’è una stanza molto appartata che viene utilizzata per clandestini ma bollenti incontri amorosi. Se ne conosceva l’esistenza perfino in altre procure, ma niente era trapelato finora all’esterno se non si fosse messa di mezzo la curiosità di un bambino che, aperta la porta fatale, si è trovata davanti una coppia in piena attività copulatoria.
Adesso è tutto un’apriti cielo, apertura di inchieste, alzare di sopraccigli.
E che sarà mai? A nessuno viene invece in mente di studiare bene la cosa per capire con quali accorgimenti per anni ha imperato il silenzio sulla stanza delle sveltine giudiziarie, proprio nel tribunale dal quale scappano tutte le notizie riguardanti indagini, intercettazioni e segreti istruttori.

Per saperne di più….

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