A seguito dell’appello di Piergiorgio Welby, Napolitano ha invitato il parlamento a riflettere e discutere.
Ma non va.
Per Marini, “la parola eutanasia non c’è, non ha spazio“; per Vietti, dell’Udc, bisogna mettere “limiti all’accanimento terapeutico, ma nessuna legalizzazione per l’eutanasia“. Quando avrà tempo, il Vietti, forse ci spiegherà come stanno insieme le due cose: limitare l’accanimento terapeutico e come chiama la morte conseguente alla cessazione delle cure.
Per Alemanno, l’invito è irricevibile e basta. Che diamine…
Non poteva mancare Calderoli, il portatore insano di porcate, quello che proponeva di accogliere gli immigrati a cannonate: “l’eutanasia non è e non potrà mai essere un diritto civile, in quanto il privare un essere umano della propria vita è sempre una forma di violenza“. Coerente, come a solito.
Rutelli, poi, dà il massimo di sé anche in questa occasione, affermando che l’eutanasia “non è materia di dibattito parlamentare”. E lo spiega: “Una discussione che riguarda il triangolo persona coinvolta, familiari e medici, i quali conoscono le casistiche e le problematiche e sono in grado di sapere se in alcune circostanze è bene accorciare l’esperienza di una vita perché priva di speranza e piena di sofferenza oppure se la speranza è ancora aperta“.
Detto terra terra: vedetevela voi, fate come vi pare e non fatemi sapere niente.
Proprio come avveniva per l’aborto prima della legge. Ecco.
calendiarioacido2012
Avviso ai naviganti
I materiali di queste pagine sono di libero uso per altri bloggers o siti personali, purché ne facciano preventiva richiesta tramite "contatti" e linkino l'immagine a questo blog.
Giornali e riviste spesso saccheggiano questo e altri blog senza avvertire, senza ringraziare e senza citare la fonte.
Prima o poi mi gira e utilizzerò i mezzi consentiti dalla legge per far valere i miei diritti.
Una vignetta si guarda in pochi secondi e poi si passa via. Che faccia ridere o no ha richiesto tempo e lavoro.feeds & social

