La questione dell’abolizione del celibato sacerdotale «non è attualmente all’ordine del giorno delle autorità ecclesiastiche».
Così il cardinale brasiliano Hummes sulla stampa di oggi.
Soltanto qualche giorno fa aveva affermato che, «partendo dalla considerazione che i celibi fanno parte della storia e della cultura cattolica, la Chiesa può riflettere sopra questo tema, poichè il celibato non è un dogma ma una forma disciplinare».
Su questa frase s’erano accese molte speranze tra i sacerdoti sposati che avevano intravisto almeno una possibilità di dialogo.
Altrimenti che senso aveva fare una simile affermazione?
Il fatto è che la seconda frase era stata pronunciata in Brasile, la prima invece a Roma, non appena il porporato vi è giunto per prendere possesso della sua nuova carica di prefetto del clero, cioè il capo di tutti i preti.
Gli va riconosciuto il merito di non aver detto che non era stato capito dai giornalisti.
E giacché c’era, ha premurosamente fatto sapere che sarà severissimo con i preti pedofili.
Dal che si dovrebbe dedurre che è contro i preti sposati, ma salomonicamente anche contro quelli spostati, visto che finora i pedofili anziché punirli venivano trasferiti a far danni in altre parrocchie.
E adesso, chi gli crede più?
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Sarebbe strano dire un domani: è figlio d’arte e questa la dice lunga su tutte le considerazioni che si possono fare.
Cadrebbe la vocazione e tutta quella spiritualità che ha fatto dei santi dei padri dell’umanità.
Ciao Giovanni un abbraccio
Pasquale
Io tenderei a NON CREDERE AL CLERO IN GENERALE…