Prodi regala Vicenza a Bush. E meno male che siamo antiamericani…

base_vicenza.gif Sempre tentennante e attendista, stavolta Prodi ha deciso in fretta: la megabase Usa a Vicenza si farà e così gli americani e Berlusconi sono contenti. Bella coerenza: ci ritiriamo dall’Iraq ma concediamo un bel pezzo di territorio nazionale per allargare la base da cui partono le truppe lì destinate. Si invoca il rispetto delle decisioni già prese dal precedente governo, senza nemmeno valutarne il merito e l’opportunità e senza tener conto della volontà della popolazione interessata. Si richiamano gli impegni internazionali e i doveri verso il nostro principale alleato. In effetti si conferma sciaguratamente lo stato di sudditanza: si tratta dell’alleato che ha assolto i piloti del Cermis (già dimenticato?), copre col segreto di stato quello che sa su Ustica (dimenticato anche questo?) e nemmeno dà risposte sull’uccisione di Calipari. Poi, si sa, tutto si digerirà: già si sta spargendo cloroformio a piene mani sotto forma di salvaguardia dei posti di lavoro, l’indotto che ne deriverà, i benefici per l’economia cittadina, niente dazi in Usa per l’oro vicentino, e via illudendo. Schei, insomma. Appunti presi da: Left, Global Project Italia [tags]173a, airborne,base militare, dal molin, ederle, vicenza[/tags]