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Ruini continua a dire no a tutto. Però soffre.

ruini_welby.gifCome Calderoli, il cardinal Ruini ogni tanto sente l’urgenza di ricordarci in che condizioni siamo ridotti e prende la parola.
Gli sforzi per cambiare argomenti – ammesso che ci siano – non danno risultati e la tiritera è sempre quella: no ai pacs, no alle coppie di fatto, no all’eutanasia, nella più che chiara intenzione di imporre un blocco anche alla sola discussione di questi temi, che non sono da poco. Tutto questo – guarda te – proprio il giorno successivo alle accorate dichiarazioni del cardinal Martini che ben diversamente si era espresso riferendosi al caso Welby: “sui temi etici meglio dialogare che vietare”.
Su Welby, poi, si è prodotto in una dichiarazione cinica e non richiesta con la quale vorrebbe farci credere di aver molto sofferto nel negare il funerale. Non si ha per ora notizia di eguale sofferenza patita nel concedere (lui o chi volete voi) la stessa cerimonia religiosa al dittatore Pinochet, segnalatosi più che altro per un nutrito catalogo di eccidi, assassini e pratiche di tortura.
D’altra parte, il dittatore era stato in vita destinatario di una visita di cortesia del papa nel 1987, immortalata da strette di mano e abbracci e dalla immancabile foto dei due che salutano dal balcone dittatoriale.
Non dice NO, il cardinale, ai privilegi di cui la chiesa gode e che paghiamo tutti noi. Per chi pensasse trattarsi di bazzecole, meglio fare un ripasso (altro che finanziaria!…).
Una interessante documentazione si puà trovare sul sito dell’Uaar.

[tags]coppie di fatto, diritti civili, eutanasia, pacs, pinochet, ruini, welby[/tags]