Pierferdinando Casini: il pupo del papa che non deve chiedere mai

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In un’intervista al “Resto del Carlino” di poche ore fa Casini, dissertando sulle unioni di fatto e ribadendo il suo essere cattolico, ha espresso la sua contrarietà ai DiCo affermando: “sono convivente, ma non chiedo diritti a fronte di doveri che non sottoscrivo“.
Tanto di cappello alla coerenza, solo che non ce n’è nemmeno un grammo.
Per forza che non chiede: i diritti che chiedono le coppie conviventi lui e la sua beneamata ce l’hanno già per il semplice fatto che lui è un parlamentare.
La questione vera è che trovi scandaloso che siano estesi ai comuni cittadini.
In verità qualche tempo fa giurò che vi avrebbe rinunciato, ma non è dato sapere se poi lo abbia veramente fatto.
E anche in caso affermativo la questione resta tutta: è stato presidente della Camera per cinque anni, era lì che doveva dimostrarlo eliminando dei privilegi che sono scritti solo nel regolamento parlamentare.
E nemmeno spiega (ma toccherebbe più a Ruini, in verità) perché ciò che è peccato per i comuni mortali (solo italiani, tra l’altro) diventa virtù per gli onorevoli.

Per farsi un’idea: contrappunti, 1 pacs avanti, + tutto quello che volete su google

[tags]casini, dico, pacs, parlamentari, unioni civili, unioni di fatto[/tags]

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One Response to Pierferdinando Casini: il pupo del papa che non deve chiedere mai

  1. giuseppina says:

    beati i potenti:sono sempre in Paradiso sia in terra che in cielo……