Dopo essersela presa perfino con Bob Dylan, Ben XVI non abbandona la linea di austera severità che sembra aver definitivamente imboccato.
E’ di ieri, infatti, la ferma esortazione ai cattolici impegnati in politica di testimoniare estrema coerenza, nel loro agire, con i valori della propria religione.
E si riferiva chiaramente alla legge sulle unioni civili di cui si dovrà occupare il parlamento. Se ascoltato, questo appello, potrebbe liberarci in un colpo solo di Casini, Berlusconi e Calderoli (tanto per citarne solo qualcuno, ma ce n’è*) che proprio in regola con i principi di santa romana chiesa non sono: tutti divorziati e civilmente riaccoppiati, e l’esternatore padano perfino sposato con rito celtico.
C’è da augurarsi che questo papa continui su questa strada e (senza fretta, per carità) affronti a tempo debito la coerenza dei ferventi politici cattolici nei confronti di mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita; della corruzione, delle droghe, delle tangenti, del traffico di armi, della prostituzione e tutte le altre incoerenze rintracciabili scorrendo i dieci comandamenti.
Mica per niente: per coerenza con la coerenza.
Poi, si sa, i reprobi si confesseranno e tutto tornerà a posto, ognuno con i suoi bei valori.
Naturalmente ben custoditi in una banca svizzera.
* Un interessante elenco si può leggere qui.
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