Bossi e Prodi si son visti per 90 minuti (come fosse un’amichevole scapoli-ammogliati) alla presenza di Calderoli (il porcautore) e Maroni.
In questo breve lasso di tempo, dopo anni che se le dicono di tutti i colori, hanno scoperto di essere un’anima sola, praticamente d’accordo su tutto: dal federalismo fiscale alla nuova legge elettorale, dalla crisi idrica all’obbligo di abbinare il bianco – leggermente fresco – alla spigola ai ferri.
Una leggera differenza di vedute è affiorata in merito alla interpretazione dei suoni emessi da Calderoli, ma i due hanno convenuto che qualche leggera differenza di visuale non può incrinare tanta granitica compattezza d’intenti.
In un quadro politico agitato da continue e feroci contrapposizioni, un evento del genere rimanda dritto al libro Cuore.
Chissà quanto ci vorrà per sapere chi dei due sta nel posto sbagliato o, detta come usa a Pontida, chi dei due sta tentando di prendere l’altro. Da dietro.
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In ritardo ma volentieri aderisco all’iniziativa di 
