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Se ricatta, allora deve essere Mastella
E così Mastella minaccia di andarsene e di mettere in crisi il governo se solo qualcuno si azzarda a mettere mano a una legge elettorale che eviti lo strapotere dei partitini e partitucci che continuano a ricattare il Paese facendo fruttare percentuali di consensi irrisorie (nel suo caso l’1,4%, un plebiscito…).
E che si aspetta a vedere che succede se lo si contraddice? Si ha paura del sospiro di sollievo generale per la scomparsa di un personaggio sgradevole? Del ritorno a destra di un soggetto che non è mai stato di sinistra, anche se ne sfrutta le debolezze?
Intanto, se qualcosa non va bene a lui vuol dire che è giusta. E allora la si faccia e che se ne vada pure: dopo un po’ di giravolte nessuno gli darà più retta.
[tags]dimissioni, mastella, me ne vado, ricatti, se ne vada[/tags]







Hai letto l’Italians di Severgnini sul Corriere, oggi?
Basta, ancora mastella non lo sopporto proprio piu con i suoi ricatti
Non e’ questione di essere pro o contro Mastella. Il problema e’ che, dopo aver sottoscritto un accordo sulla base della proposta Chiti (legge elettorale simile a quella delle regioni che nessun “partitino” ha mai contestato) i DS e la Margherita tornano a riproporre il sistema francese che avvantaggia i partiti piu’ grossi rendendo ininfluenti e puri portatori di voti gli altri. Anche il sistema tedesco (soglia al 5%) proposto ad esempio dal PRC semplifica l’arco delle formazioni politiche ma l’Ulivo non ne vuol sapere. Viene da chiedere perche’. Una cosa pero’ e’ certa: il PD non rimediera’ allo scarso appeal evidenziato dai sondaggi con le ceneri dei partiti minori.
sei sicuro?!?! sono quindici anni che riciclano i democristiani, figurati se si sono già stancati di mastella. Siamo pur sempre in Italia.
mastella tira la corda ma dovrebbe tener presente che prima o poi questa si spezzerà.