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Vi presento il mio nuovo sindaco, Flavio Tosi, leghista duro e puro, celodurista dalla testa ai piedi, voluto fortemente da Berlusconi, allievo prediletto di Gentilini, stravincitore con percentuale bulgara (oltre il 60%) alle amministrative per il comune di Verona, la città della solidarietà e delle cento chiese.
In una delle prime dichiarazioni, giustamente soddisfatto di tanto successo e sicuramente intenzionato a mettersi alle spalle una campagna elettorale molto dura, che ha diviso la città, ha assicurato che sarà il sindaco di tutti.
Almeno di quelli che resteranno dopo aver sbattuto oltre le mura rom, sinti, nordafricani, extracomunitari, extrapadani, accattoni, venditori abusivi, clandestini, coppie di fatto, comunisti, gay, lesbiche e chiunque non corrisponda ai canoni bossipadaniciberlusconbagnaschi.
E’ determinato, e l’espressione non lascia dubbi.
PS: Galatea si spiega meglio di me; andate a leggerla.
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Adesso che anche bellicapelli ha pensato di scendere in campo (che folla, però…) con l’intenzione di arruffare un po’ di ingenui, Berlusconi rivendica il suo ruolo di rappresentante del popolo (come no…) e fanno gli incazzati, adesso che si accorgono che gli tocca dividersi la torta.
Vien da pensare ai classici galli nel pollaio (con noi destinati, nelle loro intenzioni, nella parte delle galline) oppure agli ancora più classici ladri di Pisa, che di giorno litigavano e la notte andavano insieme a far ribalderie.
Non so voi, ma io temo la seconda.
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Montezemolo si ripete nelle critiche alla politica e allo Stato, ma stavolta lo fa per segnalare sé stesso come salvatore della patria. E’ uno schema già visto, e che da noi sembra funzionare alla grande: chi è portatore di interessi cospicui a un certo punto preferisce non farsi rappresentare più dai politici e si mette in proprio. Niente di male, E’ già successo e chi pensava di aver visto il peggio ora ha l’occasione per ricredersi. Dà però fastidio che l’uomo pitturi come virtuso sé stesso e coloro che rappresenta, praticamente accusandoci di non meritare tanti illuminati imprenditori che – lui dice – stanno trascinando il Paese (non oso pensare in che direzione). Si ripete come un disco rotto e quindi mi ripeterò anch’io, copiaincollando da un precedente post. Scende in campo il rappresentante degli industriali, tra il tripudio di molti politici che ormai hanno dilapidato il consenso popolare e possono cercarlo solo negli altri poteri. Scende in campo il rappresentante di quegli industriali incapaci di fare innovazione e investimenti, inesistenti sul mercato mondiale, da tempo ormai dediti solo alle speculazioni finanziarie, sempre pronti a invocare il soccorso del tanto odiato Stato, beneficiari di montagne di contributi a fondo perduto che vanno magari a investire all’estero, incapaci ormai di creare durature opportunità di lavoro, rapinatori dell’ambiente e del territorio, convinti che "liberismo" significhi liberarsi dei lavoratori e delle tasse, industriosi nel socializzare le perdite e occultare gli utili. L’Italia che produce… Montezé, dedicati di più al ciuffo. Ti viene meglio.
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Esattamente settemilacinquecento euro, ma solo per i meschini, ché l’obolo mortuario è commisurato alla paghetta base.
Quelli che guadagnano di più potranno quindi permettersi un funerale più consono al loro rango.
Speriamo che almeno si sbrighino e tolgano il disturbo.
Se vuoi saperne di più, qui trovi materia per il tuo fegato.
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