Cassonetti d’Italia

monnezza.gifCi risiamo. In Campania è di nuovo emergenza rifiuti; più precisamente, se ne riparla a livello nazionale, ma sul posto l’emergenza è continua a tal punto che ormai ci si convive e, come in tutte le convivenze, in qualche modo ci si accomoda. Esci di casa e inciampi in "mappate" di plastica spesso dilaniate da cani e gatti, lo scenario cittadino è scandito da muri di sacchetti gonfi, la cui presenza ti insegue anche dove non ci sono, con maleodorante assiduità . Ormai è una vita che va così, e una soluzione nessuno riesce a trovarla, salvo provvedimenti tampone solerti quanto disperatamente inutili: le raccolte straordinarie se arriva il papa o qualcun altro che conta, la rispolverata per consentire eventi come una corsa ciclistica o una qualche sagra. Le ecoballe raccontate come la soluzione che di più non si può: monnezza impacchettata in monumentali involucri di plastica, messa su camion e treni diretti in Germania (dove dalla lavorazione dei rifiuti ricavano ricchezza e invece noi no), o chissà dove e poi non più. Erano la soluzione geniale e adesso sono qua e là , scolorite dal sole e dagli elementi, ognuna contenente una bomba innescata da mesi di reazioni chimiche, preda degli animali che se ne nutrono e portano in giro un micidiale carico di accidenti infettivi, destinati a scatenare prima o poi una immensa emergenza sanitaria. Ma è così che deve andare: meglio tutto questo che la raccolta differenziata e tre, quattro, cinque impianti per il trattamento fatti come Dio comanda, e come ormai ci sono dappertutto.
Solo che là non è Dio che comanda.

[tags]bertolaso, campania, discariche, pecoraro scanio, raccolta differenziata, rifiuti, serre[/tags]

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One Response to Cassonetti d’Italia

  1. lapi says:

    la crisi di napoli e dei suoi amministratori, vista da una cittadina scambio linktra il mio blog e il tuo