Ormai siamo tutti in ostaggio della meteorologia
Personalmente, mi piace apprendere che tempo ci sarà aprendo la finestra appena sveglio, ma indubbiamente i programmi televisivi sulle previsioni meteo sono tra i più seguiti e otto lettori su dieci quando aprono il giornale vanno a quella pagina lì, prima di affrontare le disgrazie quotidiane.
Eppure (mi perdonino gli addetti ai lavori) non è che ci prendano tanto; più che altro rispondono alla percezione diffusa che è l’unico ambito dal quale – forse – possono arrivare buone notizie. Ti senti dire “le piogge tanto attese arriveranno nella notte”, oppure “il weekend sarà bello su tutta l’Italia”, e ti tiri un po’ su. Poi, se non si avvera, pazienza.
Metti ‘sto annuncio che ci terrorizza da inizio settimana: il grande freddo era previsto per mercoledì (mica scherzi: 12 gradi in meno), poi – manco fosse un incontro tra governo e parti sociali – è slittato a giovedì.
Per niente: dieci minuti di pioggerella in tutta la giornata e temperatura tiepida, almeno qui a Verona.
Vabbé, c’è stato un po’ di ritardo (e che diamine!): senza scampo oggi aria polare e termosifoni a manetta, stando agli aggiornamenti delle varie divise meteo.
Non so come si evolverà la giornata, ma per ora c’è un bel sole e la temperatura è primaverile.
E’ che ci dev’essere una congiunzione astrale che minaccia l’avverarsi degli eventi attesi. I risultati delle primarie della Campania – per dire – non sono ancora pervenuti.
Come le temperature, a volte.
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