Nello scorso ottobre, quando le lotte dei monaci in Birmania appassionavano il mondo, ho aderito alla campagna "panties for peace" con una vignetta, basata – come l’iniziativa – sulla superstizione, da parte dei militari della dittatura, che la sola vista di un indumento intimo femminile mette pericolosamente a rischio il potere maschile.
Quella vignetta girò un po’ per il mondo e ancora la ritrovo su blogs o siti.
Ieri Lanna action for Burma, il blog che ha lanciato la campagna, mi ha comunicato che in Canada è stato realizzato il poster che vedete qui a sinistra, lanciato da due siti delle donne del Quebec, uno in francese e l’altro in inglese.
Lo so, forse il mio è un orgoglio eccessivo.
Ma tengo in vita questo blog per il piacere di comunicare, e questa è la mia paga: sapere che qualcuno condivide i miei lavori.
Se poi è per una causa importante come questa, tanto meglio.
calendiarioacido2012
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Una vignetta si guarda in pochi secondi e poi si passa via. Che faccia ridere o no ha richiesto tempo e lavoro.feeds & social


Vi ringrazio, nient’altro.
Condivido in pieno … bravissimo!!
ma quale ecessivo? E’ un orgoglio giusto per un rioconoscimento meritato. eccheddiamine.