
E’ in edicola da oggi l’Unità nel suo nuovo formato, preceduto dal manifesto ideato da Oliviero Toscani.
Non sono mai riuscito a capire il senso (e il costo) di certe campagne pubblicitarie e certamente non ricevo nessun aiuto da questa.
Ora, a parte che Oliviero Toscani ha riciclato la sua campagna per i jeans jesus e ancora di più quella del 2001 per Famiglia cristiana, con la differenza che i morigerati jeans si sono trasformati in notevole minigonna, ed è cambiato – ovviamente – il giornale infilato in tasca.
Vabbé, son tempi duri e non si butta via niente…
A parte questo, e basterebbe, inquietano le scritte che in trasparenza sovrastano tanto lato B assicurando che questa nuova Unità è libera, indipendente, impegnata, coraggiosa, rivoluzionaria, intelligente…
Scusate: prima non lo era?


in effetti potrebbe essere un esempio di collaborazione tra giornale d’opposizione e ministro del governo .
anni ed anni di collaborazione con una nota ditta di abbigliamento sembrano aver obnubilato la creatività di Toscani, rischiando di confondere il pubblico di potenziali lettori, indecisi tra l’acquisto di un capo alla moda e un po’ provocante (alcuni commenti un po’ triviali lo testimoniano) o di un quotidiano dalla nuova veste editoriale. Siamo certi che non si potesse ambire ad un messaggio più incisivo?
Certe campagne sono tali per via delle braccia tolte all’agricoltura che le fanno.
A me pare tanto che quando si tratta di Olivero Toscani, la pubblicità è fatta dal nome del creativo, non dal manifesto stesso. Un po’ come nei reality, chi pigli pigli, basta che poi litighino e trombino furiosamente, sempre e comunque. Mah.
L’Unità si rinnova ma, secondo me, il futuro dell’informazione (anche quella giornalistica) è sul web.