Fuga da Gaza un anno fa. Già dimenticato?

January 12th, 2009

Che la tragedia di Gaza sia il frutto di contrapposte follie non c’è dubbio, ma l’informazione dominante sta facendo di tutto per far passare la convinzione che il Davide Israele ha tutto il diritto di reagire nei modi che ritiene più efficaci per difendersi dai mille Golia che lo assediano: dagli straccioni che sparano razzi di cartone ai cardinali comunisti, alle false organizzazioni umanitarie. Tra l’altro, iscrivendo d’ufficio tra gli antisemiti tutti coloro che ritengono sbagliata e crudele la reazione israeliana e lo dicono.
Rovistando nel blog, mi sono ricordato della vignetta a sinistra, che mi era stata suggerita da un articolo de "La Stampa" del 24 gennaio 2008, che iniziava con una drammatica cronaca:

"GAZA – La mancanza di cibo e rifornimenti, provocata dalla morsa israeliana su Gaza, ha spinto migliaia di palestinesi a varcare la frontiera di Rafah, attraverso i varchi aperti nella notte dai miliziani palestinesi. È ormai un vero e proprio esodo: secondo una fonte delle Nazioni Unite, citata dal quotidiano israeliano "Haaretz", sono ormai 350.000 i residenti di Gaza entrati in Egitto nel corso della mattinata. Alcuni se ne vanno definitivamente, carichi dei propri effetti personali, in fuga dalla violenza e dall’assedio israeliano. Altri invece fanno avanti e indietro, tornando a Gaza carichi di beni di prima necessità: cibo, latte, carburante, sigarette. I circa 2.000 poliziotti egiziani schierati alla frontiera non sono intervenuti.

Vista la situazione, appena ne ho il tempo, e lottando con una lingua che comunque non è la mia, cerco di informarmi su Haaretz.com, la versione in rete del quotidiano israeliano, e sul blog del giornalista palestinese Sameh Habeeb che, a proprio rischio e pericolo, scrive direttamente da Gaza, riuscendo a connettersi grazie ad un generatore di corrente ed in totale clandestinità. L’ho trovato sul blog di Lesandro.

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Comments Feed2 Comments

  1. Angelo

    Visita il sito http://www.dagaza.org , ti darà un idea migliore di come stanno le cose

  2. elioro

    Obblogo della fede nel N.O.M.E. (Nuovo Ordine Mondiale Ebraico) 666 o, tre stelle di David: 1, sull’economia, 2, sull’informazione, 3, sulla religione.
    Ci siamo! Ecco il “nome d’uomo” della bestia: O.M.E.N. (Ordine Mondiale Ebraico Nuovo).
    Tutto il mondo politico si inchinerà alla bestia, rinnegando tutto quello che gli viene ordinato di rinnegare (con la kippah … suggerita da Monica Lewinsky, per evitare bernoccoli).
    Le guerre, si sa, servono per portare la “libertà”, la “pace”, il “benessere”, la “democrazia”; un po’ come gli stupri per la verginità, la felicità e la libertà delle donne.
    La colpa, secondo me, è di Ulisse che accecò il “monoteismo”, figlio del dio degli abissi marini (o di Abramo, padre del monoteismo, secondo i teologi)!
    Ora, navigando in questi mari, ci tocca subire l’inebriante suono delle sirene, l’autistico pianto del muro e, la trasformazione in porci!

    Verrebbe da chiedersi: fu davvero un dio ad ispirare Mosé edi suoi amici assassini a sterminare “6 milioni” di bambini egizi? Un dio avrebbe avuto bisogno che si segnassero le case per non sbagliare vittima?
    Anche allora, piangendo, rubarono tanto oro da farne un vitello e, sempre “piangendo i morti, anche oggi, continuano a fregare i vivi”…

    Vi è sempre la convinzione di appartenere ad una “razza superiore” o, al “popolo eletto” quando si predica la democrazia e la civiltà agli altri. Magari con un dio esclusivo (…d’Israele o, di Abramo, Isacco e Giacobbe …), un “Got mit uns” delle SS … o, un “God with us,” del dollaro …, dando per scontato che gli altri popoli siano tutti figli di puttane.

    Le guerre di religione, poi, sono sempre nate fra quelle che si tramandano il saluto con la parola “pace” (Shalom, Salam, Pace e Bene); evidentemente, se non è la parola a portare sfortuna, sono le religioni interessate alla parola “pace” ad essere cinicamente false e criminali.

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