Spezzeremo le reni al cous-cous

Parte da Lucca l’eroica guerra contro i cibi stranieri, e già si annunciano ferventi seguaci della cucina autarchica.
Qualcuno dovrebbe spiegargli che senza gli alimenti che loro definiscono "etnici" per mitigare la vena razzista, non sapremmo cosa mettere a tavola.
Patate, pomodori, polenta, per dire…
 

Per restare in argomento:

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3 Responses to “Spezzeremo le reni al cous-cous”

  1. Adelaide scrive:

    Soppressa? Non è meglio soppressata? ;-)

    Un saluto

  2. gianfalco scrive:

    Ho appena avuto la fortuna di ascoltare il sindaco di Lucca alla radio: “Non è assolutamente un provvedimento razzista; vogliamo solo allontanare dal centro quegli esercizi che vendono cibi da asporto, per cui dopo aver mangiato la gente sporca le strade”.
    Dal che si deduce: 1) che in periferia gli abitanti possono vivere tra cartacce unte e cascami di margherita; 2) che a Lucca nessuno riesce a far rispettare il divieto, che già esiste, di imbrattare strade e marciapiedi.
    E poi, anche ammesso: e i gelatai allora?

  3. Lesandro scrive:

    Sembra che in Padania questo editto sia stato esteso anche alla pizza, all’amatriciana e alle orecchiette. Saranno ammesse solo polenta e fondute