Archive for febbraio, 2009

Via il lavoro. E via anche lo sciopero.

sabato, febbraio 28th, 2009

sciopero

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Se dico che Gabriella Carlucci è una sincera democratica rischio la galera?

giovedì, febbraio 26th, 2009

Gabriella Carlucci una volta si faceva scaraventare giù dai ponti o sparare in aria dai cannoni.
Deve aver conservato una struggente nostalgia di quei tempi, visto che adesso si fa sparare contro internet.
E’ lei che ha scritto il disegno di legge n, 2195 per la tutela della legalità nella rete Internet.
Abbondanti recensioni si trovano dappertutto, quindi inutile che lo riproponga.
In sintesi: basta anonimato e nom de plume, guai anche per i providers e, in caso di diffamazione, si applicano ai bloggers le norme valide per la stampa, cioè dalle sanzioni pecuniarie alla galera.
Il tutto secondo il giudizio di un non meglio precisato “comitato per la tutela della legalità nella rete internet” (il minculpop? la famiglia Carlucci?).
Messa così, quando andrà in vigore, se tolgo il mio nome in cima al blog e faccio un post dicendo che Gabriella Carlucci è una democratica (incontestabile diffamazione) rischio la galera. E con me il provider che mi dà l’hosting.
Dov’� quello che aveva detto che non siamo in un regime?
Altro che “in”… Siamo sotto.

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Non ci sono soldi. E la scuola risparmia sulle “i”.

lunedì, febbraio 23rd, 2009

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Auguri a BlogMagazine

lunedì, febbraio 23rd, 2009

La  
un po’ simpsoniana che ne preannunciava l’uscita si è finalmente trasformata in una rivista.
E’ da oggi online BlogMagazine.
E’ un progetto di editoria virtuale, una rivista elettronica gratuita scritta da soli Blogger fruibile in modalità sfogliabile Flash e in formato PDF.
Il magazine è rivolto principalmente a blogger e a persone che hanno confidenza con tecnologie e servizi disponibili attualmente  sul web.
Auguri!

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  • Pardon, non ci sono posts correlati

Il Vaticano si schiera con le ronde. Aumentano i costi per l’istruzione.

domenica, febbraio 22nd, 2009

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Le ronde? Un serbatoio di sicurezza.

sabato, febbraio 21st, 2009

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Manifesto ideale del Neofuturismo

venerdì, febbraio 20th, 2009

Ogni tanto ci sono cose che fanno bene al cuore…
Per aderire su facebook >>>

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Per il centenario della pubblicazione del manifesto del futurismo su Le Figaro, gli studenti della Facoltà di Lettere di Verona, Stefano Soardo, Sara Meneghetti e Elena Zilotti, pubblicano il seguente manifesto ideale.

20/02/1909 – 20/02/2009

Avevamo vegliato tutta la notte, noi, tra i vicoli, le vie, le colline della città, sotto il drappo di un freddo e sincero cielo invernale, stellato come le nostre anime.
I nostri cuori, pulsanti di vita, battevano soli nella città dormiente, cadenzavano un ritmo dispari, selvaggio che nemmeno i cuori più giovani riuscivano a seguire.
Ci ergevamo unici, come fari sui promontori, svettanti nel nostro sacro fuoco alimentato da venti primavere; in piedi, tra i giovani seduti in poltrona, assuefatti dagli incanti dei Costanzo, delle De Filippi, dei grandi fratelli e delle isole degli omuncoli famosi, drogati di noia e di You-Tube, di videogames e di calciatori e modelle da imitare.
E noi, punti da un vento gelido, ai piedi di un vecchio forte, con Verona languente in basso, luminosa e sensuale nella sua provinciale sicurezza, al vento gridammo il nostro giovane urlo, che lo disperdesse, o lo portasse a tutti gli uomini vivi della terra: (continua…)

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A mezzanotte va la ronda del potere

venerdì, febbraio 20th, 2009

A mezzanotte va
la ronda del piacere
e nell’oscurità
ognuno vuol godere…

Non sarà più così e i godimenti non saranno quelli cantati nel 1928 da Bixio e Cherubini. Non ci saranno capinere in cerca di baci di passion, ma volenterosi cittadini a caccia di presunti stupratori e possibili violenti.
Utilizzando le teorie di Lombroso, si suppone.
Per i fondi necessari, malgrado la crisi, non c’è problema: magari si utilizzeranno i soldi destinati alla benzina per le auto delle forze dell’ordine.
Il ministro Maroni (quello cattivo) dice che già esistono e quindi ne va preso atto (anche la mafia o la camorra, per dire. E infatti…).
Ogni partito avrà le sue, poiché la sicurezza è l’obiettivo primario e i cittadini hanno il diritto di coltivare la secolare vocazione a una divisa (o almeno una pettorina).
Prepariamoci allora al fiorire di ronde leghiste variamente ispirate a durezze padane e proclami gentilineschi (ultimamente ha invitato gli adepti a trombare di più per rimpolpare la demografia verde).
Ci saranno convention e meetings per selezionare gli azzurri aspiranti all’ordine popolare, con una task force di avvocati, guidata da Ghedini, per il controllo dei magistrati.
I democratici, da indiscrezioni raccolte nelle ultime ore, hanno in animo di costituire pattuglie non inferiori ai cento componenti, in modo da fronteggiare senza danno le prevedibili scissioni in arrivo.
I teo-dem hanno già preannunciato la costituzione di propri drappelli, formati previo corso tenuto dalle guardie svizzere, particolarmente specializzati nel contrasto della fornicazione e dei palpeggiamenti, sia stradali che domiciliari. Drappelli specializzati, assistiti da Povia e alcuni confessori, si dedicheranno espressamente ai portatori insani di omosessualità, distribuendo alla bisogna farmaci e penitenze varie per la guarigione dal disturbo.
Il massimo riserbo circonda invece gli orientamenti dell’Italia dei Valori, ma si dà per certo che Di Pietro sarà a capo di ogni drappello godendo di un non meglio chiarito dono dell’ubiquità (o, meglio, dell’ubicazione, come direbbe lui).
Non sono chiariti i dubbi se le ronde potranno essere formate anche dai partiti che non hanno superato il 4%; nel dubbio verdi, comunisti, rifondatori e popolo sparso stanno comunque organizzando le ronde arcobaleno che, non godendo di fondi pubblici, limiteranno le proprie uscite alle serate con temporali.
Fini, che in una botta sola rappresenta la maggioranza, le istituzioni e l’opposizione, è l’unico a non dirsi favorevole e starebbe approntando manipoli antironde. Non avendo più seguito, cerca di convincere i dipendenti di Montecitorio a fare gli straordinari.
Sui nomi la fantasia galoppa: al primordiale e militaresco "ronda" si sono aggiunti via via "assistenti civici" o "civili" (forse dipende dal grado di familiarità col galateo), "osservatori" (con le possibili esilaranti implicazioni di un osservatore che osserva un guardone nella notte), "segnalatori", "affiancatori" e via facendosi giustizia da sé.
Si apprezza chi voglia contribuire con definizioni più appropriate.
E tra poco (ma forse già stasera) qualcuno emerso dal nulla ci urlerà: "Documenti e tessera di partito. Tenga le mani in alto e stia zitto".
E chi parla.

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