
E ti pareva: o non avevamo capito, o era la solita montatura della stampa.
Nessuno vuole fare gli esami di dialetto, ma solo verificare la conoscenza delle radici. Dal che si ricava che ora per la lega il dialetto non fa parte delle radici, e noi dovremmo crederci.
Il fatto è che si continua a far sparate per buttare il seme, fomentare scontentezze, lasciar passare un po’ di tempo e poi piazzare la "sparata" in un decreto legge, da votare magari con la fiducia.
Mesi o anni fa sono state "sparate" le ronde, le impronte, i respingimenti, la clandestinità e altre amenità padane. All’inizio sono state bollate come intemperanze verbali, ora sono leggi dello Stato.
E poi questa trappola del partito del Sud, progettato dai complici dei leghisti, che serve solo a strappare soldi per le clientele e a legittimare la contrapposizione tra aree del Paese.
E tutti a dire che sono chiacchiere da ombrellone, salti di pressione di Bossi, cagate di Calderoli. E il PD che da tutto questo potrebbe proporsi con un’identità di partito dell’unità nazionale, un po’ partecipa al gioco e un po’ fa il distratto.
E così gli alfieri del Sud diventano Micciché e Lombardo, Bassolino e Mastella, Alfano e Schifani.
Respingimenti o, meglio, respingi menti.








