Oggetti volanti, Ben placcato, i potenti mezzi e le scorte a perdere

scorta

Il lancio di un souvenir a Berlusconi da parte di un impreciso mentecatto e il placcaggio del papa tentato da una svizzera aprono il varco ad almeno due riflessioni.
Intanto, i significati quasi da contrappasso che stanno dietro quei gesti: due controversi protagonisti di questi tempi infelici colpiti uno dal simbolo in versione polvere di marmo proprio di quel luogo – la Milano da bere – che lo ha visto percorrere vincitore le strade del successo e con disinvoltura quelle del codice penale; l’altro, espressione quanto mai materiale del potere spirituale, tradito dalla distrazione del cordone di guardie svizzere deputato alla sua sicurezza, bucate come una gruviera da un’altra svizzera.
La seconda, l’irrompere del ridicolo che sempre mette in discussione i segni del potere: due personaggi circondati da decine di guardaspalle come figurine di Mario Puzo, risultano inermi di fronte alle mattane del primo che passa, esposti allo sberleffo di una mente che scavalca le convenzioni e agisce.
Il capo del governo si muove con una trentina di pretoriani al seguito, per fortuna scelti da lui (ma pagati da noi) sennò saremmo ancora qui a farci convincere di servizi deviati dai comunisti, eppure non è riuscito ad evitare teleobiettivi indiscreti, registratori nel lettone e lanci di oggetti.
E si vanta di garantire la nostra sicurezza…