Dopo qualche mese di dichiarazioni sorprendenti, tanto da indurre un buon numero di sprovveduti ad iscriverlo d’ufficio nella sinistra, Gianfranco Fini in un solo giorno ha condiviso il disegno di legge sulle intercettazioni e affermato che in Italia non c’è dittatura. In pratica, un ossimoro istituzionale che lo inserisce a buon diritto tra i seguaci della scuola di pensiero (presieduta ad honorem da D’Alema) secondo la quale le dittature nascono ancora con i putsch delle forze armate e i dissidenti confinati negli stadi.
Non poteva mancare la certificazione di Berlusconi che, riferendosi appunto a Fini, ha garantito – col suo orribile vocabolario – che “la maggioranza è coesa”.
Mai avuto dubbi, finché l’opposizione è tragicamente scoesa.
calendiarioacido2012
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