Tremonti e Berlusconi hanno ripetuto fino alla noia che n0n intendono mettere le mani nelle tasche degli italiani. Evidentemente sanno di trovarci ben poco, visto che i soldi li intercettano prima che arrivino ai legittimi destinatari.
L’ultima trovata per rimpinguare le esauste casse statali, chiamate a foraggiare ministeri fantasma o l’aumento degli insegnanti di religione (mentre diminuiscono quelli di sostegno) è il taglio dell’assegno di invalidità e dell’indennità di accompagnamento percepiti da un rilevante numero di disabili, persone notoriamente naviganti nell’agiatezza e in grado – all’occorrenza – di inventarsi una redditizia occupazione.
Si profilano proteste e magari finirà che l’emendamento verrà ritirato, ma il solo averlo pensato è un atto vigliacco e vergognoso.
Sicuramente non si tratta di persecuzione o leggerezza, probabilmente prima della brillante pensata il beneamato uomo del fare non ha pensato di immedesimarsi fino in fondo, come è suo costume. Infatti è stato all’occorrenza presidente operaio, ferroviere, muratore e altro ancora.
Che provi a fare il presidente disabile. E magari ci resti.
calendiarioacido2012
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