Si vantavano di avercelo duro: ora gira in carrozzella. Il cervello.

handicap lega nord

handicap lega nord

I dirigenti della lega nord non si concedono soste nell’incessante opera riformatrice che si sono assegnata. Eredi fervidi del tonante “chi si ferma é perduto” si applicano con incessante alacrità  nella ricerca di nuovi gruppi di persone da odiare e escludere da tutto.
Si partì con i terroni, e poi – mano a mano che sbarcavano da zattere infernali o treni da deportazione – aggiunsero nordafricani, albanesi, cingalesi, rumeni, polacchi, moldavi, cinesi…: in breve, il resto del mondo, esclusi i nati nella pianura padana o poco più sotto.
Coperti i cinque continenti, nel mirino ci sono finiti poveri e barboni ai quali solerti sindaci verdastri hanno sottratto perfino giacigli di fortuna per passarci la notte. E, dato che per loro le colpe dei padri pezzenti devono sempre ricadere sui figli, a questi ultimi hanno negato i pasti a scuola.
Ora tocca ai disabili. Già  Bossi, negli anni in cui uno dei suoi venne scoperto con le mani nella marmellata di tangentopoli, promise soccorrevole di raddrizzare la schiena a un giudice che era stato colpito dalla poliomelite.
Ultimamente s’é aperta la corsa tra capataz padani locali per la conquista della palma del più becero nel proporre soluzioni se non proprio finali almeno efficaci nel far sparire stampelle e carrozzine dal loro territorio.
Una prima avvisaglia della tendenza era partita a maggio dal Veneto, dove l’iperattivo Zaia non si fa mancare niente, con la delibera che escludeva dai trapianti i disabili mentali.
A fine settembre tal Giovanni Pellegrino, assessore al comune di Chieri, ha accusato i ragazzi disabili di far perdere tempo agli altri alunni ed ha quindi proposto di rinchiuderli in comunità .
Alla discussione che ne é seguita su Facebook si é affrettato a partecipare Joanne Maria Pini, docente di armonia (pensa te…): “Alla Rupe Tarpea bisognerebbe tornare, altro che balle. Non c’é più selezione naturale”.
En passant, con una acrobazia storica si é attribuita alla antica Roma (dove dalla Tarpea gettavano i traditori) una nefandezza che era invece largamente praticata a Sparta dove scaraventavano i bambini deboli e storpi giù dal monte Taigeto.
Come si dice? Tutto fa brodo…
L’eroe di questi giorni, infine, é il presidente della provincia di Udine, Pietro Fontanini, che con padana schiettezza e competenza ha voluto dispensare il suo pensiero sui disabili: “Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati”.
Ma non é finita qui, ché nel contempo la fantasia padana sta esercitandosi anche su territori collaterali, pronta a sferrare vittoriosamente un’offensiva definitiva contro la ragione e il buon senso: “Giochi della gioventù solo per i ragazzi con tutti 6 a scuola”. Che non é il titolo di un reality, ma l’ultimo disegno di legge presentato dalla lega nord.
Ormai tutti i gruppi etnici e quasi tutti quelli sociali sono invisi alla lega: restano da attaccare a occhio e croce solo gli arrotini mancini e le lavandaie di sinistra.
Poi non gli resterà  che odiarsi tra di loro.
E, allenati come sono, ci riusciranno benissimo.