Annegati in un mare di lacrime di coccodrillo. O di caimano.


Di fronte a una tragedia la cui sola idea é insopportabile, il governo dello stato che dovrebbe fare da ponte sul Mediterraneo tra l’Europa e l’Africa non sa fare altro che esprimere un burocratico cordoglio per poi immediatamente tornare ad occuparsi dei salvacondotti per il presidente del consiglio.
La crudeltà  di ostinarsi a distinguere tra immigrati, clandestini, rifugiati, nasconde la volontà  di negare che si tratta di persone che vengono verso di noi spinte dalla fame e dalla povertà , condizione in buona parte determinata dai comportamenti passati e attuali del mondo occidentale.
E il governo che si vanta di fare riferimento alle radici cristiane, gradito alle gerarchie vaticane, sa solo girarsi dall’altra parte e far finta di piangere.

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