Pisapia, il Dalai Lama e la sindrome cinese

Non si riesce proprio a trovare un modo per ricevere con la dignità  del caso una persona che lotta per il diritto alla vita del proprio popolo, e la cui autorità  e autorevolezza é riconosciuta in tutto il mondo.
Era già  successo nel 2007, con Prodi al governo e Moratti sindaco a Milano.
Ora a Roma c’é Monti e a Milano c’é Pisapia che ha sostituito la possibilità  di concedere la cittadinanza onoraria al Dalai Lama (che gesto temerario…) con un momento di omaggio alla massima autorità  spirituale buddista. Una scelta, spiegata dal sindaco di Milano, non dipesa da un cedimento a un diktat da Pechino (come no…), ma dall’esigenza di esprimere rispetto senza creare inimicizie.
Soldi, é solo una questione di soldi e di affari: l’expo (che non si sa nemmeno se si farà ) e le commesse del popolo cinese, i cui emigranti in Italia però sono visti come una minaccia.
A Milano ancora di più.

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