Matteo e il canale unico

Che sia un telegiornale (tutti, eh…) o qualsiasi altra trasmissione compare all’improvviso, appena annunciato da un trepidante “Renzi al lavoro”: va avanti e indietro, circondato da scazzatissimi guardiaspalle, scarta per stringere una mano, svolta verso qualcuno, gli dà  un buffetto sulla guancia, torna indietro, saluta festoso nonsisachi, coinvolge un passante in un selfie, abbraccia questo e quello… Oppure detta la vita agli altri da una qualche tribuna sempre con l’indice puntato, la voce da cartavetrata, vantandosi di miracoli e strabilie, blandendo e minacciando.
Ormai é sempre lì, sulla televisione unica nazionale, salvo quando tratta con qualche pregiudicato.