bonusbaby.gifC’è una figura, nella fauna politica del dopoguerra italiano, che molto ha anticipato quanto accade oggi.
E’ Achille Lauro, proprietario di una delle più grandi flotte civili italiane, e anche per questo detto ‘o comandante. Oltre che abilissimo e capacissimo armatore, è proprietario di giornali e presidente della squadtra di calcio; prima fascista, poi vicino al partito dell’Uomo Qualunque nel primo dopoguerra, infine padrone del partito monarchico che compra ripianandone i debiti.
Con questo partito muove alla conquista di Napoli e dei napoletani che amministra dal 1952 al 1961. Nella campagna elettorale del 1952 promette mirabolanti opere pubbliche, lavoro a tutti, Napoli perla del Mediterraneo; raccoglie i consensi tra il sottoproletariato e la borghesia, ha la palese benedizione della Chiesa e si allea con i fascisti del Movimento Sociale.
E naturalmente vince. Quella campagna è passata alla storia per la propaganda porta a porta (pensa te…), con i galoppini che distribuivano banconote tagliate a metà e una scarpa: in caso di vittoria bastava presentarsi per ritirare la mezza mille lire o la scarpa sinistra.
Come si vede, tutto ritorna: oggi cè il bonus bebè. Certo, va riconosciuta un’andatura meno grezza ma la sostanza è quella là.
A tutti i genitori dei bambini nati nel 2005 è stata inviata la letterina con l’invito a passare alla posta più vicina per ritirare i mille euro. Ma alcuni di quelli che si presenteranno a ritirare quanto promesso si vedranno fare marameo e al massimo potranno accontentarsi del "grosso bacio" mollato dal presidente in prepapan.
Per i figli degli extracomunitari, infatti, il bonus non vale.
Mica per niente: i loro genitori non votano.