carta prostituzionale
Ferocemente si contrastano alla luce del sole, ma nell’ombra navigano insieme in acque putrescenti: si scambiano favori, si nominano tra loro ad alte cariche, fanno leggi che gli attribuiscono fondi e patrimoni, conoscono le rispettive frequentazioni innominabili, mantengono cortigiane con soldi sottratti alle casse pubbliche, si concedono vizi e trasgressioni.
Ognuno sa tutto dell’altro e lo tollera fingendo di contrastarlo, ma facendogli capire che è pronto a rendere pubblico tutto, magari servendosi di giornalisti venduti.
Si tengono in vita col ricatto.
Qualcuno migliore ci sarà pure, ma serve solo per dare una patina di presentabilità.
E anche quelli che si proclamano puri usano la loro presunta purezza per ricattare: “Siamo noi gli unici onesti; chi non è con noi è ladro come gli altri”.
Si tengono in vita col ricatto, e tutti insieme ricattano noi.