presunzione

Il fatto di disporre di uno strumento che, premendovi sopra le dita, fa andare o arresta apparecchiature e diavolerie varie, ci ha infilato nel cervello la convinzione di poterlo fare con tutto, magari anche con la natura.
Comandiamo a distanza televisori e microonde, cancelli e ventilatori, irrigatori e dvd, tapparelle e serrande senza più capire tutte queste cose come funzionano, premiati dalla soddisfazione di non sporcarci le mani tenendoci a distanza.
Ho visto perfino una distinta signora in vestaglia e bigodini che dalla finestra “gestiva” il suo cane sullo scampolo di aiuola sotto casa, tenendo in mano una scatoletta che suppongo attivasse scariche elettriche sulla povera bestiola ogni volta che tentava di sconfinare oltre un perimetro che vedeva solo lei. A guardarla si capiva che, potendo, l’avrebbe usata anche su di me mentre scollottolavo il cockerino.
Così é: ormai pensiamo di poter accendere e spegnere tutto da lontano, secondo voglia e convenienza. E ci sembra un grave affronto alla nostra onnipotenza ogni volta che si scaricano le batterie.
E mentre pigiamo su uno “stop” o un “rewind”, orgogliosi di comandare alle cose, non ci viene nemmeno il sospetto che qualcuno, puntando verso di noi il suo telecomando, prema decisamente il tasto “mute”.