Tre giorni in Irpinia.
Sole brillante e nuvole che scarrozzano un cielo cobalto, vento freddo e spruzzi di pioggia gelata.
Accanto allo stadio di Avellino il mercato del sabato si anima di grida, gente entusiasta, ombrelli che si aprono e chiudono seguendo l’estro del tempo.
Un banchetto è particolarmente affollato di donne e ragazze: su un cartello in alto c’è scritto di sghembo Laura Biaggiotti (eh sì, con due g…).
Mi avvicino per vedere meglio: è tutto un trionfo di mani, braccia, borse di mille colori che passano da una all’altra. Per quanto ne posso capire sono belle e ben fatte, e costano anche poco.
L’ambulante urla le bontà della propria merce con frasi ad effetto, alternando dialetto e italiano. Poi, quando la calca si fa forsennata e le borse "in prova" superano pericolosamente di molto quelle sul banco, il capolavoro del marketing applicato al territorio:

"Per favore non rubate, che questa è già roba rubata!"

Malgrado tutto, ti viene spontaneo un sorriso e la voglia di sperare.