storace.gifLa vicenda delle intercettazioni attribuite a Storace è talmente comica che val la pena riportare alcuni pezzi delle stesse, leggendoli come fossero la sceneggiatura di un film con Totò e Peppino.
Solo che è tutto vero
.
24 febbraio 2005. Ore 20. 08.
Che ti serve?
Nicolò Accame (segretario tuttofare di Storace) chiama Pierpaolo Pasqua (l’investigatore privato). N: Ciao sono Nicolò come procediamo? P: Sabato o domenica riusciamo a fare l’intervento. N: Tu hai bisogno di niente da me? di altre cose che ti dica o sei già arrivato dove volevi? Hai avuto riscontro su quel nome che ti ho dato?. P: Sto avendo tutti i riscontri necessari. 26 febbraio, 19,01.
La zozzata

Pierpaolo Pasqua, l’investigatore arruolato da Accame, parla con Gaspare Gallo un suo collega di come condurre l’operazione "Qui", quella della Mussolini. G."Bisogna entrare al momento giusto e far sparire le cose al momento giusto". P."Io te l’avevo detto che prima o poi ce la chiedevano una zozzata". 3 marzo, ore 4,33.
Le liste

Un giorno prima della chiusura delle liste Pasqua riceve la telefonata di un uomo non identificato, la procura sospetta che l’uomo si trovi nella sede di Alessandra Mussolini dove sta alterando i fogli con le firme per le candidature. P. "Quanti ne hai?" U. "Ne ho fatte 5 per 80 fogli, quindi 400 fogli con 5 ripetizioni P. sono 3200 comunque invalidi, perfetto sono sufficienti". 5 marzo 17,30.
Il telegramma
Pasqua e Gallo discutono su come denunciare anonimamente le "irregolarità" della Mussolini. P. "Hai tu una scheda non riconducibile a qualcuno? devo mandare un telegramma che deve essere anonimo" G. "Anonimo lo posso fare anche da un bar" P. "Però il telegramma ti addebitano il costo su una bolletta" G. "Ma scusa se vado alla posta a farlo e non do i miei documenti?" P. "Certo che ti chiedono i documenti, se vado da un pony express ho paura che non faccio in tempo e in ogni caso mi chiedono i documenti, porca puttana non so come fare. Tutto fatto bene tutto lavorato, tutto costruito e adesso non so come cazzo fare. E se freghi il telefonino a qualcuno?" G. "Eh si può fare, lo frego a qualcuno". P. "Fai sta cosa e poi glielo fai ritrovare". G. "E’ un bel casino… lettera anonima niente?" P. "Se potevo imbustà ‘na lettera avevamo risolto, ma non gli arrivava domani". 28 febbraio, ore 21. Ciccio Pasqua chiama la moglie Costanza: "Gaspare è rimasto impressionato dalle mie conoscenze politiche: ieri ho avuto un appuntamento sono andato senza farmi registrare arrivando direttamente alla presidenza. Ho visto Ciccio (Francesco Storace, ndr) che aveva in linea Alemanno. Ha detto alla sua segretaria di farlo attendere perché stava parlando con Pierpaolo. Gaspare si è reso conto che ciò che stiamo facendo, pur non guadagnando molto è una scommessa per il futuro. Questo (Ciccio, ndr) oggi sta alla Regione, e domani può andare al ministero degli Interni. 1 marzo, ore 22,06.
Qui e Quo
Pasqua commenta con la moglie la chiusura dell’operazione Mussolini (Qui), e l’inizio dell’indagine su Marrazzo (Quo): P. "Fra oggi e dopodomani chiudiamo Qui, poi bisogna cominciare ad occuparsi di Quo e di Qua". C. "Ma non può essere una cosa un po’ pericolosa?" P. "Un pochetto sì, non c’è niente di pericoloso" C. "Speriamo che non si hanno guai" P. "No basta che rivincano, perché devono rivincere, perché se no se non rivincono tutti a casa andiamo…" C. "Vabbè scusa se non rivincono loro chi vince? Marrazzo?". 22 marzo, ore 18,15.
La moglie di Marrazzo

Gallo parla col maresciallo Franco Liguori (suo complice) per scovare i redditi della moglie di Piero Marrazzo (Roberta Sardoz). F. "Ueh senti, Sardo Rosarita per me non esiste, ho provato con Sardo, con Sardi, solo con Rosa, solo con Rita, in tutti i modi possibili immaginabili, hai il codice fiscale tu per caso?" G. "Non ce l’ho dietro, però. Comunque l’ho verificato, è corretto". F. "Eh vedi corretto corretto, ma pure con Marrazzo, alla fine, era Pietro e non era Piero". G. (gli detta il codice fiscale) F. "Allora Serdoz Roberta non c’entra proprio un cazzo con quella… La data di nascita corrisponde 10.8.68". G. "Questa è l’intestazione di un telefonino, quindi che cazzo hanno scritto… l’hanno estrapolato probabilmente hanno scritto una cosa per un’altra". Dieci minuti dopo viene intercettato un Sms del maresciallo a Gallo: "Ma non facevi prima a dirmi che era la moglie di Marrazzo?". Sms di risposta: "Non lo sapevo". 5 aprile, ore 10 e 39.
Chi paga?
Il maresciallo Liguori chiama Gallo. L. "Senti un po’ ma adesso che ha perso le elezioni ti paga lo stesso?" G. "Veramente mi ha già pagato".

da telefree.it