Posts Tagged ‘L’Aquila’

Nuove scosse all’Aquila: quinto grado della scala manganelli

giovedì, luglio 8th, 2010

ilsole24ore.it

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G8: penso che un sogno così non ritorni mai più…

giovedì, luglio 9th, 2009

g8_fotofamiglia

Giuro: non ho cenato peperonata e nemmeno ho strabevuto; semmai sarà stata la dose massiccia della foto di famiglia del G8 sparata da tutti i tiggì e dai giornali online.
Vederli così allineati e non avendone nell’insieme una stima eccessiva, nel sogno (o incubo?) li guardavo attraverso un finto specchio, allineati contro la parete dell’identity parade.
Scherzi dell’inconscio, ma mica tanto: tutti in qualche modo hanno responsabilità nella crisi e ora fanno finta di risolverla (già dimenticata la finanza creativa?); buona parte di loro sono costruttori e detentori di armi di distruzione di massa; tutti stanno consegnando l’acqua alle multinazionali; almeno un paio negano ai loro cittadini diritti fondamentali; altri attuano politiche discriminatorie e razziste; almeno uno fa leggi a proprio uso e consumo, evitando i processi e favorendo i propri interessi…
Basta molto meno perché un poverocristo di comune mortale finisca contro quella parete lì.

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Il G8 e il risotto: battuto il fast fott

giovedì, luglio 2nd, 2009

risotto_g8

qui e qui

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25 aprile, aspettando il G8

sabato, aprile 25th, 2009

g8aquila

Altro che Liberazione…
non ce ne libereremo mai.

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Anch’io, modestamente, prevedo un terremoto

martedì, aprile 14th, 2009

sciacalli

Terremoto e altri fatti mi hanno tenuto per più di una settimana lontano dal pc.
Ora che, come la polvere dei crolli, le cose e gli avvenimenti si vanno sedimentando, resta nell’aria qualche sapore strano, la sensazione che non tutto quadra.
La parola d’ordine è che tutto va bene, le istituzioni si sono mosse perfettamente e tempestivamente, la protezione civile è la fabbrica degli angeli, chi si permette di criticare è alleato del terremoto, catastrofista e perversamente jettatorio.
Nessuno lo dice apertamente, ma si tenta di far passare ciò che è avvenuto come se fosse stata un’ordalia voluta dal cielo per consentire a chi governa di dimostrare la propria onnipotenza e indurre anche gli scettici ad oltranza a rassegnarsi entusiasticamente alla diffusa felicità per aver ancora una volta trovato l’uomo della provvidenza.
Questa volta, ad essere obiettivi, il presidente del consiglio ha fatto il presidente del consiglio, diversamente da tanti suoi predecessori che si limitavano a burocratici messaggi di distante vicinanza: è prontamente intervenuto, sta sul posto, ha ipotizzato i provvedimenti possibili in questo pur sciagurato periodo di crisi, ha incoraggiato, ha esortato, ha trovato quasi sempre le parole giuste (anche se "qui è come stare in campeggio" poteva risparmiarcela…).
Probabilmente questo terremoto ha mutato, oltre che la nostra, anche la sua visione delle cose. Forse.
Ha pianto, ha abbracciato, ha messo a disposizione le sue case…
Ma se quel terremoto non ci fosse stato, l’uomo del fare avrebbe fatto approvare quel piano-casa che, tra le altre disinvolture, eliminava l’autorizzazione preventiva delle regioni per qualsiasi costruzione nelle zone ad alto rischio sismico. E ricordando con quanto accanimento propugnava la necessità e l’urgenza di "semplificare", sorgono molti dubbi sulle lacrime, salvo definirle da coccodruillo.
Di dubbio gusto, poi, aver approfittato dell’emergenza per chiedere ancora una volta (e far chiedere al giornale di famiglia) maggiori poteri.
Per farne che? riportare in vita i morti? rimettere in piedi le case? fermare il suolo?
Non credo proprio. Credo solo che stiamo rischiando grosso.
Forse un altro terremoto, però istituzionale.

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