Ieri pomeriggio sono andato a vedere "In questo mondo libero…" di Ken Loach, e all’uscita non è che fossi con i sentimenti alle stelle.
Non per colpa del film che, come al solito per Loach, è girato bene, incisivo, documentato. Ma per il quadro angosciante che traccia sullo sfruttamento degli immigrati clandestini nell’Inghilterra dei giorni nostri.
Arrivato a casa, inconsciamente votato al masochismo estremo, mi sono messo a sfogliare il giornale e – miracolo! – mi sono imbattuto in una notizia dolce e tenera che mi ha riallineato con la vita (un po’…).
Succede che il nostro sindaco – Flavio Tosi – sul quale forse troppo spesso si esagera con la storia dello sceriffo, ha deciso di inviare ad ognuna delle 160 scuole dell’infanzia, elementari e medie inferiori di Verona un bel presepe.
Il Corriere  riporta le motivazioni illustrate dallo stesso sindaco: "E’ una questione di spirito: non solo come programma ma in base a una convinzione personale del sottoscritto il comune si rifà al cattolicesimo. E anche le nostre scuole devono essere in congruenza con questa indicazione".
Come no…
Belle parole, come usava una volta quando di questi tempi agli scolari si cominciava a far preparare le letterine di Natale, con gli angioletti in cima e la polvere dorata.
Potenza di questa storia che non invecchia mai, che da oltre duemila anni riscalda i cuori e invita alla bontà, alla pace, alla fratellanza.
La storia di un uomo, una donna e un bambino.
Senza lavoro, senza un reddito, senza cinquemila euro in banca, senza una casa.
Oggi, se dovesse ancora accadere, li accompagnerebbero alla frontiera.
Per la nostra sicurezza, si capisce.