A Parma il sindaco, che avrebbe ben altro di cui preoccuoparsi, aveva pensato di depennare Falcone e Borsellino dalla strada a loro dedicata per offrirla alla memoria di Vianello e Mondaini. Poi la reazione delle persone di buon senso gli ha fatto cambiare (per ora) idea.
Ad Alassio invece si sfratterà  davvero la statua di Totò che ha la colpa di non essere nato lì.
Probabilmente il principe, ovunque sarà  adesso, avrà  sentenziato un sorridente “Pinzillacchere!…”, ma a noi, cui tocca convivere con queste barbarie, non resta che prendere atto che siamo al “caporal pride”, alla disfatta degli uomini veri e alla rimonta dei caporali, nel quale Totò reclutava tutti i solerti conformisti, quelli del lei non sa chi sono io, gli zelanti esecutori di voleri altrui, i portaborse, i portavoce, i portasfiga, i portatutto, insomma tutti coloro che – non avendo niente di proprio di cui vantarsi – tengono il culo al fresco all’ombra dei potenti, a loro volta solo dei caporal maggiori.

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