Bisogna farsene una ragione: almeno una volta a settimana Fornero deve tirarne fuori una.
Adesso in un’intervista al Wall Street Journal ha tenuto a farci sapere che il lavoro non é un diritto. I difensori d’ufficio che non mancano mai stanno precisando in queste ore che con il termine “job” la ministra intendeva il posto di lavoro e non il lavoro. Mah…
A parte il fatto che non é così (basta compulsare un dizionario) questa sipegazione é la solita pezza peggiore del buco perché poi bisognerebbe spiegare che lavoro e posto di lavoro sono due cose diverse; salvo che nel catalogo del mercato del lavoro (termine atroce) dell’ineffabile ministra sia previsto il lavoro con o senza posto di lavoro, e viceversa, magari ambedue con o senza salario.
Mi sa invece che la verità  é un’altra: tramite la ministra che si vanta di non avere peli sulla lingua (lasciandoci immaginare altri organi tricologicamente favoriti) il governo ci sta mandando il messaggio che presto altri diritti saranno toccati. Accetto scommesse.
E pensare che mezza Italia arrivò perfino a commuoversi quando la Fornero pianse in favore di telecamere nell’annunciare i tagli alle pensioni. Ora sappiamo che piangeva perché non aveva potuto tagliare di più.

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