sciacalli

Terremoto e altri fatti mi hanno tenuto per più di una settimana lontano dal pc.
Ora che, come la polvere dei crolli, le cose e gli avvenimenti si vanno sedimentando, resta nell’aria qualche sapore strano, la sensazione che non tutto quadra.
La parola d’ordine è che tutto va bene, le istituzioni si sono mosse perfettamente e tempestivamente, la protezione civile è la fabbrica degli angeli, chi si permette di criticare è alleato del terremoto, catastrofista e perversamente jettatorio.
Nessuno lo dice apertamente, ma si tenta di far passare ciò che è avvenuto come se fosse stata un’ordalia voluta dal cielo per consentire a chi governa di dimostrare la propria onnipotenza e indurre anche gli scettici ad oltranza a rassegnarsi entusiasticamente alla diffusa felicità per aver ancora una volta trovato l’uomo della provvidenza.
Questa volta, ad essere obiettivi, il presidente del consiglio ha fatto il presidente del consiglio, diversamente da tanti suoi predecessori che si limitavano a burocratici messaggi di distante vicinanza: è prontamente intervenuto, sta sul posto, ha ipotizzato i provvedimenti possibili in questo pur sciagurato periodo di crisi, ha incoraggiato, ha esortato, ha trovato quasi sempre le parole giuste (anche se "qui è come stare in campeggio" poteva risparmiarcela…).
Probabilmente questo terremoto ha mutato, oltre che la nostra, anche la sua visione delle cose. Forse.
Ha pianto, ha abbracciato, ha messo a disposizione le sue case…
Ma se quel terremoto non ci fosse stato, l’uomo del fare avrebbe fatto approvare quel piano-casa che, tra le altre disinvolture, eliminava l’autorizzazione preventiva delle regioni per qualsiasi costruzione nelle zone ad alto rischio sismico. E ricordando con quanto accanimento propugnava la necessità e l’urgenza di "semplificare", sorgono molti dubbi sulle lacrime, salvo definirle da coccodruillo.
Di dubbio gusto, poi, aver approfittato dell’emergenza per chiedere ancora una volta (e far chiedere al giornale di famiglia) maggiori poteri.
Per farne che? riportare in vita i morti? rimettere in piedi le case? fermare il suolo?
Non credo proprio. Credo solo che stiamo rischiando grosso.
Forse un altro terremoto, però istituzionale.